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da | Nov 28, 2025 | Novità | 0 commenti

Nuove regole autovelox: cosa cambia per le multe

Da fine novembre arriva una vera rivoluzione per gli autovelox in Italia: le multe non avranno valore se l’apparecchio che ha rilevato l’infrazione non compare nel nuovo registro ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT).

Cosa prevede il nuovo censimento degli autovelox

Il cambiamento nasce dal censimento nazionale avviato dal Ministero, che impone a Comuni, Province e forze dell’ordine di registrare ogni singolo dispositivo, specificando tutte le sue caratteristiche tecniche e amministrative.

Il MIT ha inoltre annunciato la pubblicazione online dell’elenco completo degli autovelox censiti, accessibile sia ai cittadini che agli operatori del settore.
Un archivio pubblico destinato a inaugurare una nuova era di trasparenza nei controlli della velocità.

Con la pubblicazione del decreto sul sito del MIT il 29 settembre, è scattato il countdown per completare la procedura di trasmissione dei dati: 60 giorni di tempo per comunicare tutte le informazioni richieste. Una volta superata questa scadenza, la mancata registrazione rende illegittimo l’utilizzo di qualsiasi autovelox non inserito nel sistema telematico ufficiale.

Allo scadere dei 60 giorni, le amministrazioni che non avranno inviato i dati richiesti perderanno il diritto di utilizzare i propri autovelox. Di conseguenza, tutti i dispositivi non registrati dovranno essere disattivati a partire dal 30 novembre.

Verifica pubblica dei dispositivi: arriva l’elenco ufficiale MIT

Come si potrà verificare se il dispositivo che ha rilevato l’infrazione è effettivamente registrato?
Innanzitutto, questa informazione dovrebbe essere riportata direttamente nel verbale, poiché fondamentale per la validità dell’accertamento.

Terminata la fase di raccolta dei dati, il MIT renderà disponibile sul proprio sito l’elenco ufficiale degli autovelox registrati, accessibile a chiunque: cittadini, avvocati, giudici di pace e Polizie locali.
Il portale permetterà di verificare in modo trasparente il modello, lo stato amministrativo e la collocazione di ogni dispositivo installato sul territorio nazionale.

L’elenco sarà aggiornato con cadenza periodica, così da recepire nuove installazioni, sostituzioni o modifiche ai dispositivi già presenti.

La sua pubblicazione segna un passaggio storico: per la prima volta viene resa disponibile una mappa nazionale completa e ufficiale degli autovelox installati in Italia.

Sanzioni, validità e ricorsi: cosa cambia

La nuova disciplina non ha effetto retroattivo: tutte le multe emesse prima del 30 novembre restano pienamente valide.
Per le sanzioni successive, invece, il discorso cambia e la risposta non è univoca: dipende dal dispositivo utilizzato.

Se la violazione è stata accertata tramite un autovelox non registrato entro la scadenza, la multa potrà essere contestata, poiché il dispositivo risultava privo della legittimazione all’uso. D’ora in avanti, infatti, l’impiego degli autovelox sarà valido solo se inseriti nell’elenco ufficiale del MIT.

Inoltre, la mancata registrazione nel database ministeriale, (segnale di una possibile irregolarità amministrativa da parte dell’ente proprietario o gestore), potrà costituire un ulteriore argomento da utilizzare nei ricorsi, soprattutto nei casi in cui l’apparecchio continui a essere utilizzato nonostante la mancata conformità.

Questo introduce una maggiore trasparenza sulla validità delle sanzioni: la mancata iscrizione del dispositivo nell’elenco ufficiale potrà costituire un motivo solido per il ricorso, permettendo di dimostrare con facilità che l’autovelox non era autorizzato all’uso al momento del rilevamento.

 

Trasparenza rafforzata, ma serve chiarezza sulle procedure

Il nuovo elenco ministeriale segna un passo avanti significativo per chi vuole tutelarsi da sanzioni potenzialmente irregolari: verificare la legittimità di un autovelox è oggi un’operazione semplice, immediata e accessibile a tutti.
Resta però aperta la questione dell’omologazione, che continua ad alimentare dubbi e contenziosi. In attesa di una soluzione definitiva, la raccomandazione è chiara: controllare sempre che il dispositivo sia regolarmente censito e autorizzato prima di accettare la multa come valida. 

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