Autovelox SafeDrive: il nuovo occhio elettronico sulle strade

Negli ultimi mesi si è diffusa tra gli automobilisti la voce dell’arrivo imminente di un dispositivo chiamato Autovelox SafeDrive, che, secondo alcune ricostruzioni, sarebbe in grado di rilevare da remoto due gravi infrazioni: l’uso del telefono alla guida e il mancato uso delle cinture di sicurezza.
In realtà, sebbene il progetto susciti notevole attenzione, il quadro normativo e operativo attuale lascia aperti dubbi sostanziali sul suo effettivo impiego come “occhio elettronico” autonomo.
SafeDrive: le reali possibilità di utilizzo
L’Autovelox SafeDrive non è attualmente approvato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per l’accertamento dell’uso del telefono alla guida o del mancato utilizzo delle cinture di sicurezza.
Di conseguenza, non può essere impiegato per rilevare in modo automatico o da remoto tali violazioni.
Inoltre, lo strumento non è autorizzato a memorizzare i dati relativi al veicolo, né quelli di luogo e di tempo dell’infrazione, né può trasferirli ad altre apparecchiature elettroniche collegate: l’eventuale verbalizzazione resta quindi subordinata all’accertamento diretto da parte degli agenti.
Di fatto, può fungere soltanto da supporto non vincolante all’accertamento diretto compiuto dagli agenti o dai militari. Ne consegue che un verbale basato esclusivamente sulle rilevazioni del SafeDrive è da considerarsi nullo e può essere oggetto di ricorso.
Lo strumento può essere impiegato a monte di una postazione di controllo per segnalare possibili violazioni agli agenti posizionati a valle, ma la sanzione può scattare solo se l’operatore accerta personalmente l’infrazione con i propri occhi.
Il futuro dell’Autovelox intelligente
In definitiva, l’Autovelox SafeDrive rappresenta un’evoluzione tecnologica importante nel campo dei controlli stradali, ma il suo impiego è oggi limitato da vincoli normativi che ne circoscrivono le funzioni.
Solo un futuro intervento legislativo e l’approvazione ministeriale potranno trasformarlo da semplice strumento di supporto a mezzo probatorio vero e proprio, con l’obiettivo di aumentare sicurezza e prevenzione sulle strade.
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