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da | Ago 21, 2026 | Novità | 0 commenti

Nuovo Codice della strada, stretta sulla distrazione: multe, punti e nuovi divieti al volante

Nel nuovo Codice della strada fa il suo ingresso, per la prima volta, il concetto di distrazione alla guida. La bozza elaborata dai ministeri dei Trasporti e dell’Interno, attualmente sottoposta alla consultazione delle associazioni di settore fino al 13 settembre, dedica infatti un articolo specifico ai comportamenti che possono compromettere l’attenzione del conducente.

La novità assume particolare rilievo considerando il peso della disattenzione nella dinamica degli incidenti stradali. In questo nuovo impianto trovano spazio anche condotte già disciplinate dal Codice, come l’utilizzo al volante di telefoni e altri dispositivi elettronici, tablet, computer e cuffie. Non si tratta, però, di un semplice trasferimento delle vecchie disposizioni: anche queste regole vengono riscritte e integrate nella più ampia disciplina dedicata alla distrazione, con l’obiettivo di ricondurre sotto un unico principio i diversi comportamenti capaci di distogliere l’attenzione dalla strada.

Cosa prevede il nuovo Codice

Il nuovo impianto normativo parte da un principio molto semplice: chi è al volante deve restare concentrato sulla guida in ogni momento. La formulazione prevista dal testo impone infatti ai conducenti di mantenere costantemente l’attenzione sulla strada e di evitare qualsiasi possibile fonte di distrazione.

Il concetto va quindi oltre l’utilizzo dello smartphone o di altri dispositivi: qualunque comportamento o circostanza, dentro o fuori dall’abitacolo, capace di distogliere l’attenzione dalla guida può assumere rilevanza. In sostanza, durante la marcia la priorità deve essere una sola: guidare.

Per chi non rispetta questa prescrizione sono previste una sanzione di 150 euro e la decurtazione di cinque punti dalla patente. Resta naturalmente il problema dell’accertamento concreto di una condotta così ampia e non sempre facilmente dimostrabile. Ma il messaggio della norma è netto: la distrazione non viene più considerata un semplice fattore di rischio, bensì un comportamento da evitare espressamente mentre si è alla guida.

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Smartphone, cuffie e schermi: cambiano le sanzioni per chi si distrae alla guida

Le disposizioni sulla distrazione alla guida comprendono anche una disciplina più dettagliata sull’utilizzo di dispositivi elettronici al volante. Rispetto al Codice attualmente in vigore, che applica sostanzialmente un unico regime sanzionatorio, il nuovo testo-base distingue quattro diverse condotte, introducendone anche una finora non espressamente contemplata.

Le sanzioni cambiano quindi a seconda del dispositivo utilizzato:

  • Apparecchi radio, radiotelefonici e telefoni: multa di 250 euro, decurtazione di 5 punti e divieto di guida per 15 giorni;
  • Smartphone, computer portatili, notebook e tablet: multa di 250 euro, perdita di 5 punti e divieto di guida per 15 giorni;
  • Cuffie sonore: sanzione di 150 euro e decurtazione di 5 punti;
  • Riproduzione di filmati sugli schermi del veicolo aggirando i blocchi previsti dal costruttore: multa di 250 euro e perdita di 5 punti.

Proprio quest’ultimo caso rappresenta una delle novità più significative: il Codice vigente non prevede infatti una specifica sanzione per chi interviene sui sistemi di bordo in modo da poter visualizzare filmati durante la marcia. Il nuovo testo punta così ad aggiornare le regole anche rispetto alle possibilità offerte dalle tecnologie presenti sulle auto più moderne.

Niente cellulare anche per istruttori e accompagnatori

Un’altra novità rilevante riguarda istruttori e accompagnatori durante le esercitazioni di guida. Per la prima volta, infatti, i divieti relativi all’uso di telefoni e dispositivi elettronici vengono estesi anche a chi svolge le funzioni di istruttore durante le lezioni e gli esami per il conseguimento della patente.

In pratica, quando al volante c’è un aspirante conducente con il foglio rosa, anche chi lo affianca dovrà evitare l’uso del cellulare e degli altri dispositivi vietati. La regola si applica sia durante le esercitazioni sia in sede d’esame, rafforzando il principio secondo cui chi supervisiona la guida deve mantenere la propria attenzione sulla strada e sul comportamento del conducente.

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