da | Ott 16, 2026 | Approfondimenti | 0 commenti

SafeDrive, l’autovelox con IA: quando scatta la multa?

Negli ultimi tempi, tra gli automobilisti si è diffusa rapidamente la notizia dell’imminente arrivo di un nuovo dispositivo di controllo stradale: l’Autovelox SafeDrive. Secondo le indiscrezioni circolate, questo sistema sarebbe in grado di rilevare a distanza due infrazioni particolarmente pericolose: l’utilizzo dello smartphone al volante e il mancato uso delle cinture di sicurezza.

Ma l’Autovelox SafeDrive è davvero pronto a fare la sua comparsa sulle strade italiane? La realtà è diversa da quanto raccontano le notizie diventate virali.

Autovelox SafeDrive: cosa rileva e quando può essere utilizzato per fare multe?

L’Autovelox SafeDrive è un dispositivo tecnologico progettato per individuare due comportamenti pericolosi alla guida: l’utilizzo dello smartphone e il mancato uso delle cinture di sicurezza. SafeDrive non è presente su tutte le strade italiane. La tecnologia è stata adottata in alcune realtà locali, tra cui Treviglio, in provincia di Bergamo.

Grazie a telecamere ad alta risoluzione, illuminatori a infrarossi e algoritmi di intelligenza artificiale, il sistema è in grado di riconoscere queste infrazioni anche in condizioni di scarsa illuminazione, monitorando i veicoli che transitano su una singola corsia fino a 70 km/h.

 

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Ma può davvero far scattare una multa automaticamente?

La risposta è no. Secondo quanto riportato nell’articolo, il dispositivo non dispone dell’approvazione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti necessaria per accertare autonomamente queste violazioni. Non può quindi essere utilizzato per emettere sanzioni a distanza né per memorizzare i dati dei veicoli ai fini di una successiva contestazione.

Il SafeDrive può invece rappresentare uno strumento di supporto per le forze dell’ordine, segnalando eventuali comportamenti irregolari agli agenti presenti lungo la strada. Tuttavia, per procedere con la sanzione, è indispensabile che l’infrazione venga verificata direttamente dall’operatore, indipendentemente da quanto rilevato dal dispositivo.

In linea generale, la violazione deve essere contestata immediatamente. Se questo non è possibile, il verbale può essere notificato successivamente al proprietario del veicolo, purché l’agente abbia accertato personalmente l’infrazione e siano indicate le ragioni specifiche che hanno impedito la contestazione sul posto.

E se arriva una multa basata esclusivamente sul SafeDrive?

In questo caso esistono i presupposti per presentare ricorso, proprio perché il dispositivo non è approvato per l’accertamento automatico di queste infrazioni.

In conclusione, il SafeDrive può aiutare le forze dell’ordine a individuare comportamenti pericolosi, ma non può sostituire l’accertamento diretto degli agenti. La sua capacità tecnologica di riconoscere una violazione, infatti, non equivale all’autorizzazione legale a sanzionarla automaticamente.

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