Nuove regole autovelox: cosa cambia per le multe

Verifica pubblica dei dispositivi: arriva l’elenco ufficiale MIT
Come si potrà verificare se il dispositivo che ha rilevato l’infrazione è effettivamente registrato?
Innanzitutto, questa informazione dovrebbe essere riportata direttamente nel verbale, poiché fondamentale per la validità dell’accertamento.
Terminata la fase di raccolta dei dati, il MIT renderà disponibile sul proprio sito l’elenco ufficiale degli autovelox registrati, accessibile a chiunque: cittadini, avvocati, giudici di pace e Polizie locali.
Il portale permetterà di verificare in modo trasparente il modello, lo stato amministrativo e la collocazione di ogni dispositivo installato sul territorio nazionale.
L’elenco sarà aggiornato con cadenza periodica, così da recepire nuove installazioni, sostituzioni o modifiche ai dispositivi già presenti.
La sua pubblicazione segna un passaggio storico: per la prima volta viene resa disponibile una mappa nazionale completa e ufficiale degli autovelox installati in Italia.
Sanzioni, validità e ricorsi: cosa cambia
La nuova disciplina non ha effetto retroattivo: tutte le multe emesse prima del 30 novembre restano pienamente valide.
Per le sanzioni successive, invece, il discorso cambia e la risposta non è univoca: dipende dal dispositivo utilizzato.
Se la violazione è stata accertata tramite un autovelox non registrato entro la scadenza, la multa potrà essere contestata, poiché il dispositivo risultava privo della legittimazione all’uso. D’ora in avanti, infatti, l’impiego degli autovelox sarà valido solo se inseriti nell’elenco ufficiale del MIT.
Inoltre, la mancata registrazione nel database ministeriale, (segnale di una possibile irregolarità amministrativa da parte dell’ente proprietario o gestore), potrà costituire un ulteriore argomento da utilizzare nei ricorsi, soprattutto nei casi in cui l’apparecchio continui a essere utilizzato nonostante la mancata conformità.
Questo introduce una maggiore trasparenza sulla validità delle sanzioni: la mancata iscrizione del dispositivo nell’elenco ufficiale potrà costituire un motivo solido per il ricorso, permettendo di dimostrare con facilità che l’autovelox non era autorizzato all’uso al momento del rilevamento.
Trasparenza rafforzata, ma serve chiarezza sulle procedure
Il nuovo elenco ministeriale segna un passo avanti significativo per chi vuole tutelarsi da sanzioni potenzialmente irregolari: verificare la legittimità di un autovelox è oggi un’operazione semplice, immediata e accessibile a tutti.
Resta però aperta la questione dell’omologazione, che continua ad alimentare dubbi e contenziosi. In attesa di una soluzione definitiva, la raccomandazione è chiara: controllare sempre che il dispositivo sia regolarmente censito e autorizzato prima di accettare la multa come valida.
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