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da | Dic 19, 2025 | Novità | 0 commenti

Auto UE: cosa cambia davvero dopo il 2035

Il 10 dicembre avrebbe dovuto segnare la ripresa decisiva dei negoziati sullo stop alla vendita di auto a benzina e diesel previsto per il 2035, con l’obiettivo di rinviare la scadenza. C’era chi parlava di uno slittamento al 2040 e chi, invece, sosteneva che tutto fosse ancora oggetto di trattativa.

L’appuntamento mancato del 10 dicembre 2025, però, sembrerebbe nascondere un motivo ben più rilevante. Secondo quanto riportato dalla Bild, la Commissione Europea avrebbe infatti deciso di eliminare del tutto il divieto sui motori termici previsto per il 2035.

Auto e CO₂, l’Europa allenta il vincolo: obiettivo al 90% dal 2035

Non si tratta di una retromarcia totale, ma di una correzione di rotta ormai inevitabile, seppur decisamente tardiva. Una svolta che restituisce ossigeno al comparto automotive europeo, dopo averlo messo a dura prova negli ultimi anni con scelte ideologiche e poco aderenti alla realtà del mercato.

La Commissione Europea ha ufficializzato ieri a Bruxelles una serie di misure destinate a rilanciare l’industria dell’auto, rivedendo le decisioni proposte e approvate dal Parlamento Europeo il 14 febbraio di due anni fa. In quell’occasione, nell’ambito del pacchetto normativo Fit for 55, era stato fissato l’obbligo di una riduzione del 100% delle emissioni di CO₂ per le auto nuove a partire dal 2035, sancendo di fatto il divieto di vendita dei veicoli con motore a combustione interna  (benzina e diesel) da quell’anno in avanti.

In particolare, tra le misure previste dalla nuova proposta normativa figura l’abbassamento dell’obiettivo di riduzione delle emissioni di anidride carbonica al 90%.

Le vetture destinate alla vendita in Europa dovranno infatti garantire, sulla media complessiva della produzione di ciascun costruttore, una quota del 90% di propulsori a “emissioni zero”, mentre il restante 10% potrà essere compensato attraverso l’utilizzo di acciaio a basse emissioni di carbonio prodotto nell’Unione Europea oppure mediante e-fuel e biocarburanti.

I nodi ancora aperti sui criteri di calcolo delle emissioni 

Al momento mancano ancora diversi elementi per valutare con precisione l’impatto reale della revisione normativa. Quando la regolamentazione fu varata nel 2023, il criterio di riferimento era quello delle emissioni allo scarico. Poiché solo i veicoli 100% elettrici presentano emissioni pari a zero in questa fase, da qui era derivata la decisione di eliminare i motori a combustione interna a partire dal 2035.

Resta ora da chiarire se le emissioni continueranno a essere misurate esclusivamente allo scarico oppure sull’intero ciclo di vita del veicolo. Nel primo caso, affinché una casa automobilistica possa raggiungere una riduzione media del 90% delle emissioni, il valore medio dovrebbe attestarsi intorno agli 11 grammi di CO₂ per chilometro.

Più e-car, meno costi per i costruttori

Per sostenere la transizione del settore, la Commissione Europea ha inoltre confermato la definizione della nuova normativa relativa alla categoria delle e-car, già anticipata dalla presidente Ursula von der Leyen. La principale novità riguarda l’introduzione di incentivi mirati: fino al 2035, le case automobilistiche potranno beneficiare di “super crediti” per le auto elettriche di piccole dimensioni, (fino a 4,2 metri di lunghezza), a prezzi accessibili e prodotte all’interno dell’Unione Europea.

L’obiettivo è favorire l’immissione sul mercato di un numero maggiore di modelli elettrici compatti, ampliando l’offerta e rendendo più accessibile la mobilità a zero emissioni.

Parallelamente, vengono confermate anche le iniziative a sostegno della filiera delle batterie.

 

Se da un lato l’Europa sembra allontanarsi dall’ipotesi di un futuro esclusivamente elettrico, dall’altro non rinuncia all’obiettivo di una drastica riduzione delle emissioni nocive. Per comprendere fino in fondo la portata di questa svolta, tuttavia, sarà necessario attendere le comunicazioni ufficiali e i testi definitivi della nuova normativa.

 

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