fbpx

da | Giu 12, 2026 | Novità | 0 commenti

Autovelox, Salvini firma il decreto: cosa cambia per omologazione, multe e ricorsi

Con la firma del ministro Salvini arriva una stretta normativa sugli autovelox: il provvedimento mette ordine tra approvazione e omologazione, fissando criteri chiari per i dispositivi.

Per le multe del passato, tuttavia, la partita giudiziaria potrebbe essere tutt’altro che chiusa.

Regole più chiare per l’utilizzo degli autovelox e per la validità dei verbali

Dopo anni di attesa, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha firmato il decreto che introduce una disciplina organica per omologazione, controlli periodici e taratura degli autovelox. Il testo, che dovrà ora ottenere il via libera della Corte dei Conti e successivamente essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale, mira a definire regole uniformi e certe su tutto il territorio nazionale, ponendo fine alle ambiguità normative che negli ultimi anni hanno dato origine a migliaia di ricorsi.

Il provvedimento punta a garantire sia l’affidabilità tecnica dei dispositivi sia la piena validità giuridica delle sanzioni.

Salvini ha accolto con favore l’iniziativa, ribadendo che gli autovelox devono rappresentare uno strumento di sicurezza stradale e non una fonte di entrate per gli enti locali: «La priorità è tutelare chi viaggia sulle nostre strade, evitando che i controlli vengano utilizzati come un semplice mezzo per fare cassa sulle spalle dei cittadini», ha dichiarato il ministro.

Stanco di chiedere mille preventivi? Da Pneus 2000 trovi il noleggio auto su misura per te.

Un solo interlocutore, zero perdite di tempo. Tu dicci cosa ti serve, al resto pensiamo noi.

Stop al caos normativo: ecco quali autovelox saranno omologati

Uno degli aspetti centrali del decreto riguarda la distinzione tra approvazione tecnica e omologazione, tema su cui la Corte di Cassazione è intervenuta più volte negli ultimi anni. Fino a oggi, infatti, molti autovelox erano stati semplicemente approvati dal punto di vista tecnico, senza però aver completato il percorso di omologazione richiesto dalla normativa. Una differenza che ha rappresentato la base di numerosi ricorsi contro le sanzioni.

Per superare questa incertezza, il nuovo provvedimento introduce criteri uniformi e una sorta di sanatoria per i dispositivi già approvati secondo le procedure previste dal decreto del 13 giugno 2017. In particolare, vengono considerati automaticamente omologati 15 modelli già in uso sulle strade italiane, tra cui Autovelox 106, Tutor 3.0, Vergilius Plus, Celeritas MSE 2021 e diverse versioni del sistema Velocar Red&Speed.

Per tutti gli altri apparecchi, invece, sarà necessario integrare la documentazione tecnica richiesta oppure avviare il normale iter di omologazione. Con l’entrata in vigore del decreto, per i dispositivi inclusi nella sanatoria dovrebbe venire meno la possibilità di contestare le multe facendo leva esclusivamente sulla presunta mancanza di omologazione.

Le criticità del decreto e il nodo della retroattività

L’entrata in vigore del decreto, tuttavia, potrebbe non essere sufficiente a chiudere definitivamente la stagione dei ricorsi. Secondo numerosi esperti del settore, il provvedimento non può avere effetti retroattivi e, di conseguenza, le sanzioni già elevate con dispositivi privi di omologazione al momento dell’accertamento potrebbero continuare a essere contestate davanti ai giudici.

Non mancano inoltre i dubbi sul piano giuridico. Alcuni specialisti ritengono infatti che un decreto ministeriale non possa attribuire ex post valore di omologazione a una semplice approvazione tecnica, poiché ciò rischierebbe di entrare in contrasto con il principio di legalità.

A queste perplessità si aggiunge il tema delle competenze amministrative: secondo una parte degli operatori e dei giuristi, la materia dell’omologazione dovrebbe rientrare nelle attribuzioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, e non esclusivamente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Per questo motivo, nonostante il tentativo di fare chiarezza normativa, l’ultima parola potrebbe spettare ancora una volta ai tribunali, chiamati a pronunciarsi sui ricorsi pendenti e sulle eventuali contestazioni che seguiranno all’entrata in vigore del decreto.

Tra nuove regole e vecchie controversie

Con la firma del decreto, il Governo prova a chiudere una delle questioni più controverse degli ultimi anni in materia di sicurezza stradale. Tuttavia, tra dubbi sulla retroattività, competenze amministrative e ricorsi ancora pendenti, la vicenda è tutt’altro che conclusa. Saranno probabilmente i giudici, ancora una volta, a stabilire se il nuovo quadro normativo riuscirà davvero a mettere la parola fine alla lunga battaglia sugli autovelox.

SEGUICI SUI SOCIAL

ARTICOLI CHE POTREBBERO PIACERTI

Pneus 2000 a Offanengo è un interlocutore unico per tutti i servizi di manutenzione dell’auto: centro gomme, officina e noleggio per privati e aziende.