Europa verso la guida autonoma in autostrada: le prime novità arrivano a settembre

Nel mese di aprile, la Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite ha modificato la normativa relativa ai sistemi di guida autonoma, introducendo le cosiddette “System-initiated maneuvers” (Sim): si tratta di manovre eseguite autonomamente dal veicolo, senza che il conducente debba intervenire, pur restando sempre vigile e pronto a riprendere il controllo in ogni momento.
In concreto, ciò significa che il veicolo può eseguire autonomamente manovre come il cambio di corsia in autostrada, gestite direttamente dal sistema di guida assistita senza l’intervento del conducente.
Limitazioni e supervisione obbligatoria
L’ambito di applicazione rimane comunque circoscritto. L’emendamento si riferisce esclusivamente alla guida su strade a scorrimento veloce, come autostrade e superstrade, escludendo per il momento gli ambienti urbani e le situazioni a bassa velocità.
Restano escluse anche funzionalità più avanzate, come la gestione autonoma dell’uscita da un parcheggio o la capacità del veicolo di percorrere in autonomia l’intero tragitto fino alla destinazione finale.
Inoltre, il regolamento UNECE impone criteri più rigorosi per il monitoraggio dell’attenzione del conducente rispetto alle normative nordamericane. Di conseguenza, limitazioni attuali come il cosiddetto “wheel nag” , l’allerta che richiede al conducente di toccare il volante per confermare la propria vigilanza, continueranno a essere previste, almeno fino a eventuali aggiornamenti futuri.
Con le SIM, la guida autonoma in Europa fa un passo avanti
L’introduzione delle SIM segna un passo significativo nel processo di ampliamento delle funzionalità avanzate di guida autonoma in Europa. Se il calendario verrà rispettato e non ci saranno opposizioni ufficiali da parte degli stati membri, già dalla fine di settembre case automobilistiche come Tesla potranno attivare nuove funzioni automatiche anche nel mercato europeo.
Pur non essendo ancora equiparabile all’esperienza offerta in Nord America, si tratta comunque di un progresso concreto che apre la strada a una futura integrazione più ampia della guida autonoma sulle strade europee.
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